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Anime in PP: polipropilene puro e caricato con carbonato

ROLL Lab · aggiornato il 24/10/2026 · fonti in fondo alla pagina

In breveIl PP è la plastica più leggera per le anime (densità circa 0,90 g/cm³) e regge temperature più alte del PVC sotto carico leggero. È la scelta frequente per film alimentari e reparti puliti, con versioni dichiarate conformi al Reg. (UE) 10/2011. In cambio è meno rigido e scorre di più sotto carico: servono pareti maggiori. Il PP caricato con carbonato di calcio è più rigido ed economico, ma più pesante.
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Che cos’è il polipropilene per anime

Il polipropilene è una poliolefina semicristallina, come il polietilene. Esiste in due famiglie principali: l’omopolimero, più rigido, e il copolimero (con etilene), più tenace agli urti e al freddo. Per le anime si usano entrambi, puri o con cariche minerali. La densità del PP puro è circa 0,90–0,91 g/cm³: un’anima in PP galleggia in acqua.

Anima in polipropilene bianco per film alimentare in sacco trasparente

Punti di forza

  • Leggerezza: a pari misura pesa circa 1,13 volte un’anima in cartone, contro 1,76 del PVC (dati ROLL Lab). Su un 3" con parete 7,5 mm sono circa 1,8 kg al metro.
  • Temperatura con carico leggero: l’HDT a 0,46 MPa dell’omopolimero è di circa 100–120 °C. Il PP sopporta processi caldi meglio del PVC, purché il carico non sia alto.
  • Igiene: superficie liscia, lavabile, nessuna fibra. Esistono compound dichiarati conformi al Reg. (UE) 10/2011.
  • Chimica: ottima resistenza a molti solventi, acidi e basi.
  • Riciclo: monomateriale, galleggia, entra nel flusso delle poliolefine.

Limiti

  • Rigidezza: il modulo a breve termine, 1,3–1,8 GPa per l’omopolimero, è circa metà di quello del PVC. Contro l’instabilità della parete serve più spessore.
  • Creep: scorre più del PVC. La EN 13476-2 ammette per i tubi in PP un rapporto di creep a due anni fino a 4: dopo due anni la rigidezza efficace può essere un quarto di quella iniziale.
  • Carico alto e caldo: con 1,8 MPa l’HDT scende a 50–60 °C. Sotto una bobina pesante in estate il PP si comporta peggio di quanto dica la sua HDT a carico leggero.
  • Freddo: l’omopolimero ha la transizione vetrosa intorno a 0 °C e diventa fragile al gelo. Per l’esterno d’inverno si sceglie il copolimero.
  • UV: senza stabilizzanti si degrada al sole in pochi mesi.

PP caricato con carbonato di calcio

Aggiungere carbonato di calcio (CaCO₃) al polipropilene aumenta la rigidezza e riduce il costo del compound. Secondo i dati del ROLL Lab, a pari misura un’anima in PP caricato ha una resistenza al 3% di 1,51 volte il cartone contro 1,15 del PP puro, e un carico massimo di 3,33 contro 2,54. I cicli minimi osservati salgono da oltre 10 a oltre 15.

Cartone = 1PP puroPP caricato
Peso1,131,23
Resistenza al 3%1,151,51
Carico massimo2,543,33
Cicli minimi riportatioltre 10oltre 15
Rischio NIAS indicatonessunonessuno

Il rovescio: il PP caricato pesa di più e cambia comportamento nel riciclo. Con circa il 15% di carbonato la densità supera 1 g/cm³ e l’anima non galleggia più: negli impianti di selezione per galleggiamento finisce con i materiali pesanti (elaborazione ROLL Lab sulle densità del PP, circa 0,905, e del carbonato, circa 2,7 g/cm³). Le cariche possono anche incidere sulla classe di riciclabilità PPWR, che sarà definita con atti delegati.

Contatto alimentare e reparti puliti

Il PP vergine è il polimero più usato per anime destinate a film alimentari, farmaceutici e camere bianche. Tre punti da ricordare:

  • l’anima di solito tocca il film, non l’alimento: la conformità si valuta in base al contatto reale;
  • se serve, il fornitore rilascia una dichiarazione di conformità al Reg. (UE) 10/2011, con le condizioni d’uso;
  • il PP riciclato post-consumo è ammesso a contatto con alimenti solo da processi conformi al Reg. (UE) 2022/1616.

Lavaggio, disinfezione e sterilizzazione. Il PP regge bene acqua calda, detergenti alcalini e gli alcoli usati nei reparti puliti. Dei tre polimeri principali è quello che sopporta meglio il vapore: i gradi adatti reggono cicli in autoclave a 121 °C, purché l’anima sia scarica e appoggiata in modo da non deformarsi. Il PVC rigido in autoclave si deforma; il PE-HD è al limite e cede facilmente sotto carico. Attenzione invece alla sterilizzazione con raggi gamma o fascio di elettroni (ISO 11137): il PP standard ingiallisce e diventa fragile, e servono gradi stabilizzati per le radiazioni.

Igiene e contatto alimentare.

Taglio: meglio il tornio

Il PP è tenace e con la sega tende a «impastarsi» e a lasciare filamenti. Nelle stime del ROLL Lab ottiene il voto più alto con il taglio al tornio, che dà un bordo netto e squadrato, e voti più bassi con sega e lama. Velocità di taglio moderate evitano che il bordo fonda. Il taglio delle anime in plastica.

Fine vita e PPWR

Un’anima in PP pulita è un rifiuto di imballaggio in plastica (EER 15 01 02) con un mercato del riciclo consolidato. Per il PPWR valgono le regole generali: riciclabilità dal 2030 e contenuto riciclato da post-consumo (35% dal 2030, 65% dal 2040 per gli «altri imballaggi in plastica»; 10% e 25% se l’anima fosse considerata imballaggio sensibile al contatto). Per le anime in PP destinate ad ambiti alimentari, trovare riciclato idoneo in quantità sarà la sfida principale. PPWR e anime in plastica.

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Domande frequenti

Le anime in PP sono adatte al contatto alimentare?

Esistono anime in PP vergine dichiarate conformi al Reg. (UE) 10/2011. Di solito l’anima tocca il film e non l’alimento, quindi la conformità si valuta caso per caso con la dichiarazione del fornitore.

Il PP regge più caldo del PVC?

Con carichi leggeri sì: l’HDT a 0,46 MPa del PP omopolimero è 100–120 °C. Con carichi alti la differenza si riduce: a 1,8 MPa il PP sta a 50–60 °C. Sotto una bobina pesante serve comunque margine di parete.

Che differenza c’è fra PP puro e PP caricato?

Il PP caricato contiene carbonato di calcio: è più rigido e costa meno, ma pesa di più. Secondo i dati del ROLL Lab la resistenza al 3% sale da 1,15 a 1,51 volte il cartone.

Le anime in PP si rompono al freddo?

Il PP omopolimero diventa fragile intorno a 0 °C e può spaccarsi negli urti. Per l’esterno e il trasporto invernale si usa PP copolimero o PE-HD.

Approfondimenti

Fonti

  1. Stime ROLL Lab: rapporti fra anime in plastica e in cartone di pari misura
  2. SpecialChem, Heat Deflection Temperature of Plastics (PP omopolimero, copolimero e caricato)
  3. EN 13476-2, rapporto di creep secondo EN ISO 9967
  4. Regolamento (UE) 10/2011 sui materiali e oggetti di materia plastica destinati al contatto con alimenti
  5. Regolamento (UE) 2022/1616, plastica riciclata a contatto con alimenti
  6. Regolamento (UE) 2025/40 (PPWR), artt. 6 e 7, EUR-Lex
  7. Elaborazione ROLL Lab (peso al metro, densità del PP caricato)
  8. ISO 11137 (sterilizzazione dei prodotti sanitari con radiazioni)
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